mercoledì 31 agosto 2011

finisce agosto






finisce agosto
papaveri ostinati
a fulgidezza



haiku del 31 agosto 2011







buonanotte mese d'agosto, ci siamo fatti compagnia tra papaveri svolazzanti sospiri taciuti lucide lacrime occhi volti alle nuvole e sensazioni di vento, caro agosto duemilaundici mi hai martellato ma io ho danzato uguale, disarmonica e ostinata, dai papaveri prendo spunto ed è sacra la rossa ispirazione, vai agosto adesso vai levati di torno, nella memoria stai e può bastarti







giovedì 25 agosto 2011

Autoscatti col cellulare. Foto sfocate, mi piacciono










la valle, tra due paesi:
















Billino and me, oggi. E due scatti con Giulietta














e due scatti con Giulietta







il taralluccio abruzzese costiero







oggi, per acquisire manualità, mi sono cimentata col taralluccio, qui fanno la pasta del guscio molto morbida e si manegga con difficoltà, mia madre invece fa la pasta meno unta e il taralluccio molto grande perché così usava ai suoi tempi, adesso invece è invalsa la moda di farli piccoli da un sol boccone.

L'eccellenza di questo tipico dolce dell'abruzzo costiero è quello di essere squisitamente genuino e di una semplicità difficile. Non c'è zucchero.

Il ripieno è la parte strabiliante: una marmellata d'uva nera, di uva montepulciano, che è solo ed esclusivamente di uva, disidratata giacché per farla ci vuole uno spropositato numero di ore, cioè non meno di 10-12 ore, si comincia a farla asciugare e rimestare e non si sa quando si finisce, dipende, finché evapora tutto l'umido. In dialetto perciò si dice lu strattarello (l'estratto).

Va poi addizionato di cioccolato fondente grattugiato, di mandorle abbrustolite e tritate fini, odor di buccia di limone e se il caso un po' di liquore aromatico, tipo strega o limoncello, ma io oggi non ho voluto mettercelo il liquore e lasciare questa miracolosa mostarda il più possibile naturale.

E' un'esperienza mistica.

La laboriosità e la cura che ci sono a monte ne fanno un cimelio prezioso, un tributo alla cura, all'attenzione, alle fasi di lavorazione recondita.

Nessuna banalità ma la costanza d'una traccia di memoria dolciaria della tradizione contadina abruzzese. Dolce tipico agli sposalizi e a tutti i riti contadini,alle trebbiature, alle vendemmie eppoi esteso alle occasioni festaiole familiari.


una zucca a strisce con corona di papaveri & autoscatti di campagna





















l'opacità non dura tutto il giorno, la luminosità s'infiltra e vince, allora capita di ridere di cuore di giocare con Billino e di adocchiare una zucca a strisce pensando di dipingerla (:-)





 
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